Elementi caratteristici dell'architettura del territorio PDF Stampa E-mail
  
Sabato 01 Giugno 2013 00:00

Continuiamo la nostra disamina iniziata il mese scorso (vedi Colpodocchio, marzo 2013) sugli elementi architettonici che qualificano e caratterizzano il nostro territorio. La prima immagine, non pubblicata per un disguido, si riferisce alle volte con lunette e ai portali in pietra di cui si è parlato nel numero passato.
Le opere in ferro antiche vanno gradualmente scomparendo, causa la cattiva manutenzione o semplicemente una scarsa e ignorante considerazione. Antiche lampade a muro o cancelli in ferro battuto ancora sono scopribili dall’occhio attento di chi passeggia per le aree storiche.
Nelle immagini incluse vediamo una lampada su di un edificio datato 1750 a Formia  ed un particolare della parte superiore di un cancello a via Vitruvio, sempre a Formia. Storici manufatti sono presenti anche in particolare a Gaeta, in parte risalenti al periodo borbonico. Quando si rende necessaria la sostituzione di tali opere perché il recupero ed il restauro appaiono impossibili, conviene sicuramente ricorrere ad opere in stile che richiamino i manufatti sostituiti, anziché proporre moderne lampade o cancellate in materiali e stili contemporanei; ciò per salvaguardare una continuità ed una qualità di immagine dell’intera ambientazione urbana. A volte occorre sostituire manufatti di stile ed epoca moderni rapidamente  deterioratisi e posti in passato erroneamente in aree storiche;  anche qui è il caso allora di proporre opere in stile, effettuando uno studio di immagini d’epoca dei luoghi, ripristinando così originarie atmosfere a tutto vantaggio di un’ambientazione favorevole ad un turismo di livello.
Occorre considerare anche che l’operazione di restauro o di copia conforme di manufatti storici va a tutto vantaggio della conservazione di un artigianato locale, altrimenti destinato alla rapida e totale scomparsa.
Diffusi specialmente nell’architettura vernacolare dei centri storici, i gradini in pietra calcarea locale a concio unico assumono col tempo una colorazione giallo-bruna fortemente caratterizzata. E’ un peccato vederli spesso sostituiti nelle ristrutturazioni di fabbricati con moderni gradini in marmo che non hanno nulla di storico e nemmeno il fascino di quelli antichi.
I portoni in legno sono un altro manufatto da conservare o ripristinare al meglio, evitandone la sostituzione con materiali moderni. Gli anni 70 in particolare, videro la colpevole diffusione dei portoni di alluminio che ancor oggi deturpano l’ingresso di antichi fabbricati dei centri storici, come pure serrande di negozi in materiali e forme del tutto inadeguate per l’estetica degli edifici che li ospitano. Regolamenti comunali dovrebbero attentamente pianificare la progettazione o il ripristino di tali ingressi.
I ponti tra edifici sono tipici di un architettura popolare storica del territorio (ma anche di tutti gli antichi borghi italiani). Venivano posti a volte per rinforzo strutturale altre come effettivo passaggio tra un corpo di fabbrica e l’altro. Ci rimandano a tempi e modi di costruire quando le distanze nei luoghi urbani erano diverse; tutto era più vicino e misurato, le vite delle famiglie scorrevano a pochi metri l’una dall’altra in un mutuo sostenersi , e la difesa dei luoghi era avvantaggiata da stretti passaggi collettivamente difendibili.
Il selciato o basolato in pietra è la pavimentazione principe dei centri storici e di tutte le località di pregio. Quando non si opta disgraziatamente per una sostituzione in asfalto (materiale fatto per le automobili che con il caldo può avere emissioni nocive per la salute) al giorno d’oggi si vanno diffondendo materiali di imitazione, composti da leganti e inerti che tentano di replicare l’aspetto delle antiche  pavimentazioni. Le amministrazioni sono sempre più spesso tentate di adottare queste soluzioni per ragioni economiche, ma nulla vale più di una pavimentazione in pietra naturale, che per durata e per immagine da il senso dello scorrere dei secoli nei centri antichi.
Le poche antiche ville rimaste ci rimandano a tempi in cui i nostri luoghi erano mete ambite per villeggiature di alto livello, ed il paragone con quanto poi è stato pianificato e costruito è sicuramente desolante. Ancora si possono vedere decorazioni ed elementi architettonici che rimandano ad  un’attenzione  estetica sicuramente superiore e attualmente persa.
Gli elementi architettonici tipici di un territorio urbano sono l’essenza del territorio stesso; lo qualificano, ne creano l’immagine agli occhi del mondo. Il saperne riconoscere il valore, il curarne la manutenzione, l’inserire la loro visibilità in percorsi preordinati di “city staging” sono attività a tutto vantaggio di chi vuol concorrere e vincere la competitiva corsa al turismo contemporaneo.

Giuseppe Grassi
studiocreativo@tin.it
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