La scelta dei colori nel rinnovare casa PDF Stampa E-mail
  
Domenica 01 Luglio 2012 00:00

Johannes Itten, teorico della Bauhaus, nell’introduzione al suo fondamentale trattato Arte del Colore (1961), fa una citazione dai testi Veda (testi sacri della conoscenza datati circa 4000 anni fa degli Arii, una popolazione dell’India settentrionale): “ Ciò che si apprende dai libri o dai maestri è un veicolo che serve a percorrere strade già battute; chi arriva al termine di quelle strade deve poi, però,  proseguire a piedi”. Rivoltato il concetto e portatolo con parole semplici ai nostri giorni e al tema di questo articolo, si dirà che rinnovare i colori di casa a proprio gusto e secondo una propria ricerca partendo da zero è bene, ma il risultato sarà migliore se si è appreso qualche rudimento della materia, specie se si vuol andare al di là della scelta del “tutto beigiolino chiaro” e fare qualcosa di più studiato.
La teoria dei colori ha varie implicazioni che investono diverse discipline: fisica, chimica, fisiologia, psicologia. Ogni corpo assorbe determinate frequenze dello spettro visibile, restituendone altre e dando vita così al colore. Lo spettro visibile si considera composto da sette colori: il rosso, l’arancio, il giallo, il verde, l’azzurro, l’indaco e il violetto. Il bianco racchiude tutte le frequenze, il nero al contrario le restituisce tutte. Nella gamma cromatica i colori definiti primari sono il giallo, il blu e il rosso ; essi non sono ottenibili dalla mescolanza di altri colori dello spettro. Mescolando due primari si ottengono i secondari: verde (giallo+blu), viola (rosso+blu) e arancio (giallo+rosso). Un colore “complementare” è ottenuto da un primario e da un secondario ottenuto dalla  mescolanza degli altri due primari; es. il complementare del giallo si ottiene mescolando il rosso e il blu, avendo come risultato il viola. Se si accostano tra loro i colori complementari si ottiene l’effetto di massimo contrasto. Esiste poi  una “temperatura” del colore; sono caldi i colori tendenti al rosso e al’arancio, freddi quelli che tendono al blu/viola e neutri i grigi e i bianchi. Attenzione però che la sensazione della temperatura di colore è relativa al contesto, alla luce e agli accostamenti. Veniamo ora a qualche consiglio pratico.
Occorre un progetto di colori complessivo dell’appartamento. Evitare di fare una scelta per ogni singola stanza pensando non appartenga ad un solo ed intero organismo. E, ma non sarebbe nemmeno il caso di dirlo, evitare assolutamente di pensare parete per parete in ogni singola stanza, come se ogni muro vada per conto proprio e  gli effetti non ricadano su tutto l’ambiente. E’ inoltre opportuno pensare anche all’arredamento che si ha a disposizione o che si vuol adottare, quadri e tappeti compresi, prima di operare scelte cromatiche. L’ambiente va preso percettivamente nel suo insieme; inutile pensare a come tinteggiare le pareti di una stanza in maniera disgiunta da ciò che vi si metterà dentro, dai materiali e colori delle porte, finestre e pavimento. Tenere presente che il tipo di superficie dà un carattere alla stessa: la grana e la tessitura possono cambiarne completamente l’impatto comunicativo. Il colore non può essere disgiunto dalla luce. Fare i provini, o portare i campioni di tinta nell’appartamento in diverse ore del giorno ed anche in presenza di luci incandescenti o fluorescenti.  I campioni o mazzette di colori non restituiscono la maggiore intensità della tinta quando applicata sul muro; pensare quindi che il campione che si è scelto avrà un impatto maggiore del previsto. I colori freddi appaiono essere più stabili percettivamente, mentre quelli caldi sembrano più “venire fuori” dalla parete. I colori chiari allargano mentre quelli scuri restringono; se avete un soffitto basso la miglior soluzione è naturalmente dipingerlo in bianco.
Se avete buoni pezzi di arredamento o opere d’arte da mostrare scegliete colori chiari e neutri per le pareti, come il bianco o il grigio chiaro; i vostri beni saranno messi più in risalto.  Se scegliete per una parete di un  ambiente un colore o una finitura diversa dalle altre dello stesso ambiente, pensate che quella parete sarà messa in risalto, e focalizzerà l’attenzione; ragionate quindi sul perché optate per un tale risultato. Le pareti “materiche” o interamente disegnate con motivi artistici o “optical” vanno di moda al giorno d’oggi; pensate però che esiste una condizione mentale chiamata  “assuefazione”. L’effetto di quella parete diminuirà col passare del tempo ai vostri occhi; non realizzatela perciò solamente per stupire vicini e parenti in visita, perché a lungo andare potrebbe stancare voi stessi. Pensate che la percezione di un colore è condizionata dalla prossimità di  altri colori; il progetto cromatico di un dato ambiente deve essere perciò globale, pensando a tutte le implicazioni che interagiscono tra di loro.
Un consiglio finale per chi ha poco tempo per progettare un piano-colori della casa e vuol sbagliare il meno possibile? Scegliete il bianco per le pareti di tutti gli ambienti; vi darà modo di mettere in risalto i vostri arredi e i vostri quadri e di variarli nel tempo con maggiori possibilità di combinazioni, variando anche l’intera percezione dell’ambiente. E, con una tinta assoluta e neutra, la vostra percezione sarà meno “invasa” e i vostri pensieri meno condizionati e quindi più liberi e “colorati”.


Giuseppe Grassi
studiocreativo@tin.it
www.it-dea.com

 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 13 Luglio 2012 09:57 )