Il Sindaco Pasquale Corbo PDF Stampa E-mail
  
Lunedì 01 Agosto 2011 00:00

La ricostruzione delle vicende urbanistiche durante la sua amministrazione.

Il primo strumento urbanistico edilizio che disciplinò l’attività di ricostruzione a Gaeta dopo il conflitto bellico, peraltro già esistente prima della entrata in vigore della Legge n. 1150 del 17 agosto 1942 (legge urbanistica), fu un regolamento edilizio adottato nel 1935 con deliberazione Commissariale n. 52 del 31/12/1935, poi modificato dal Podestà Francesco Calise con deliberazione del 27/4/1937 n. 121. Per far fronte alle difficoltà operative dei procedimenti previsti dalla legge urbanistica, strumento assolutamente inadatto a fronteggiare la gravissima situazione di distruzione del dopoguerra, furono introdotti, con decreto luogotenenziale. n. 154/1945, i “Piani di Ricostruzione”, strumenti creati “ad hoc” per la ricostruzione dei centri abitati danneggiati dalla guerra., i quali si proponevano di rispondere alle esigenze di ricostruzione con una più snella e sollecita procedura di approvazione.
Il decreto luogotenenziale prevedeva l’approvazione, da parte del Ministero dei LL.PP., dell’elenco dei comuni obbligati entro tre mesi a dotarsi di tale piano, e così Gaeta, con decreto del 29 maggio 1945, fu inserita nel 1° elenco dei Comuni danneggiati dalla guerra obbligati a dotarsi di un piano di ricostruzione. La progettazione fu affidata agli architetti Domenico Filippone e Leo Favini nel luglio del 1945.
Decreto ministeriale del 29 maggio 1945
Il progetto venne approvato dall’amministrazione comunale con deliberazione della G.C. n. 239 settembre 1946. Da tale piano venne escluso il quartiere di Montesecco, per il quale fu richiesto un nuovo studio, che portò, tra le modifiche più significative, alla sostituzione dell’area per la ricostruzione della casa comunale e dell’edificio scolastico, laddove il piano di ricostruzione ne prevedeva la realizzazione in un’area più a monte di quella attuale (ora Piazza Trieste). Le varianti al piano per le sezioni di Montesecco e Serapo furono adottate successivamente dalla giunta con deliberazione del 10 luglio 1947 n. 248. Furono proposte ed approvate, in tempi successivi, altre varianti, contenute nelle deliberazioni commissariali del 2 febbraio 1949 n. 49 e del 30 aprile 1949 n. 114. Il termine per l’esecuzione di queste varianti fu fissato al 1 marzo 1954. Intanto veniva approvato con decreto del Ministero n. 381 del 7 febbraio 1950 il progetto di lottizzazione delle zone di Montesecco e Serapo, stabilendo anche in questo caso il termine del 1 marzo 1954. La ricostruzione procedeva molto lentamente e allora l’amministrazione comunale, considerato che di lì a pochi mesi sarebbero scaduti i termini per l’esecuzione sia delle varianti al piano di ricostruzione e sia del piano di lottizzazione di Montesecco e Serapo, stabilì di chiedere al Ministero dei Lavori Pubblici (delibera di Giunta n. 285 del 29 novembre del 1953), di essere autorizzata a redigere il piano regolatore in quanto il piano di ricostruzione non risultava più idoneo alle nuove esigenze della Città.
Con deliberazione n. 438 del 31/12/1954 la Giunta Comunale diede incarico, in sostituzione dell’Ing. Gastone Maresca, tragicamente scomparso a seguito di un incidente stradale durante la costruzione della “Flacca”, al Prof. Ing. Arch. Mario Zocca, docente dell’Università di Napoli, per la redazione del Piano Regolatore della città. Con D.I. del 1/3/1956 n. 3731 il Comune di Gaeta fu incluso nel 2° elenco dei comuni obbligati ad adottare il P.R.G. Il Piano, redatto dal Prof. Zocca e dall’arch. Arturo Rigillo, fu definitivamente adottato con delibera di Consiglio n. 36 del 26 giugno 1959 ed approvato dalla Prefettura di Latina il 3 settembre 1959 n. 29485. In esso si prevedevano opere di viabilità ed impianti pubblici, scuole ed opere varie, per un ammontare di £. 2.417.300.000 da attuarsi in 15 anni con stanziamenti nei bilanci futuri in ragione di circa £. 160 milioni annui, avvalendosi dei contributi stabiliti dalle leggi e contraendo appositi mutui con la Cassa DD.PP. o con altri Istituti. Tra le numerose opere pubbliche fu prevista la costruzione della via di Circonvallazione a S. Erasmo (con il contributo di 125 milioni di lire della Cassa del Mezzogiorno), il prolungamento di via Buonomo e le viabilità delle zone Ariana, Monte Lombone e Serapo (con il contributo di 165 milioni di lire a carico dell’Amministrazione Provinciale), la costruzione della rete fognaria, elettrica e idrica (per le quali furono stanziati 120 milioni di lire), la costruzione dell’edilizia scolastica (liceo scientifico, scuola media, elementare e materne, per 390 milioni), la costruzione dell’ospedale (300 milioni), del cimitero (40 milioni), il campo sportivo (40 milioni, con il contributo dell’Istituto per il Credito Sportivo), giardini e parchi (130 milioni), risanamento e restauri per la valorizzazione dei monumenti nel quartiere medioevale, investendo 565 milioni.
Il Piano Regolatore venne approvato in C.C. con delibera del 18 dicembre 1959 n. 60 ed inviato al Ministero dei LL.PP., che però lo restituì il 2 ottobre del 1961 richiedendo al Comune di far proprie le modifiche e le integrazioni specificate nel voto del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici n. 1575/177 del 22 aprile 1961. Si arrivò ben presto all’anno 1964 ed il 7 settembre il Commissario dott. Aurelio Grasso, da circa un mese insediatosi presso l’amministrazione comunale, richiese al Presidente del Consiglio Superiore dei LL.PP. di voler accelerare l’iter di approvazione del PRG, considerata la caotica situazione in cui si trovava Gaeta, costretta ad operare tra mille difficoltà. Il progetto fu riesaminato il 5 ottobre 1964 dalla 6a sezione ma l’esito, la cui comunicazione ufficiale pervenne al Comune solo il 30 giugno 1965, dopo ben nove mesi, fu anche in questa occasione negativo. L’ennesima bocciatura del PRG fu motivata dalla mancata pianificazione della zona costiera tra “La Catena” e il confine con il Comune di Itri, per la quale la Soprintendenza ai Monumenti del Lazio aveva trasmesso all’amministrazione comunale, nel luglio del 1963, una proposta di assetto che avrebbe dovuto essere inserita nella proposta di PRG. Ma la proposta della Soprintendenza, in quanto ritenuta inadeguata per via della limitatissima fabbricabilità, fu sostituita da un’altra previsione redatta dall’ing. Mario Berucci e dall’arch. Giuseppe Zander ed approvata dal Consiglio Comunale con delibera n. 52 del 23 dicembre 1963. Purtroppo anche questa ulteriore proposta non fu ritenuta approvabile dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nell’adunanza della 6a sezione n. 991 del 5 ottobre 1964, in quanto non conforme alle prescrizioni dettate dalla Soprintendenza.
L’amministrazione decise allora di conferire incarico per la redazione di un nuovo piano regolatore. Il professionista scelto fu l’arch. Favini, già incaricato del piano di ricostruzione, che puntò oltre alla riqualificazione dei due centri storici di S.Erasmo e di Porto Salvo, alla razionalizzazione del quartiere di Serapo-Montesecco con l’inserimento di un centro commerciale direzionale, alla realizzazione di zone di espansione a Calegna e alle pendici delle colline circostanti, e all’inserimento di un’ampia fascia estesa dal confine di Itri per tutto l’arco costiero fino alla collina della Catena, da destinare allo sviluppo turistico-balneare. Anche questo Piano non fu approvato e si dovette arrivare fino al 1973 perchè la Città di Gaeta si dotasse di uno strumento urbanistico operativo, redatto dall’Ing. Candeloro Corbo ed approvato dalla Giunta Regionale del Lazio con delibera n. 1498 del 10/10/1973, che è quello tutt’ora vigente.


Il Vice Presidente dell’Associazione Culturale
“Monte Cristo” Benedetto Di Nitto