Dopo la Raffineria un’altra grande opera voluta con forza dal Sindaco Corbo la “Centrale Ittica”. PDF Stampa E-mail
  
Domenica 01 Maggio 2011 00:00

A seguito dei tragici eventi bellici dell’ultimo conflitto mondiale che videro la nostra cittadina duramente colpita, la pesca locale, completamente distrutta nei suoi mezzi e strumenti, risorse più vigorosa di prima. Ma il lodevole lavoro dei nostri pescatori sarebbe stato destinato al più completo fallimento se non si fosse affiancata alla loro dedizione e passione, la costruzione di una base attrezzata per mettere a disposizione delle categorie interessate un complesso d’impianti per i servizi dei mezzi da pesca e per i servizi richiesti dalla produzione del pesce.
Fu per questo motivo che l’Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Pasquale Corbo, deliberò sul finire del 1952, di intervenire presso il Ministero dei LL.PP. per la realizzazione, con le provvidenze della Legge n. 688/48, di un grande complesso di industrializzazione della pesca ed ovviare così ai numerosissimi inconvenienti che angustiavano l’attività peschereccia locale, fornendo occupazione a circa 850 famiglie di pescatori locali e alleviando la particolare situazione di disoccupazione esistente.
Il progetto venne approvato dal Consiglio Superiore dei LL.PP. nel mese di novembre del 1952 per una spesa, a totale carico dello Stato, di £. 454.260.000. Il decreto fu emesso dal Ministro dei Lavori Pubblici Salvatore Aldisio il 5 dicembre 1952.
La costruzione del complesso industriale, affidata all’E.RI.CAS. (Ente per la Ricostruzione del Cassinate), fu ultimata nel mese di dicembre del 1957. Nel mese di aprile dell’anno successivo, a seguito delle operazioni di collaudo da parte del Consiglio Superiore dei LL.PP., l’immobile e gli impianti furono “donati” all’Amministrazione Comunale con il compito di gestirlo.
Molti gli impianti tecnici realizzati: una sala attrezzature per condizionamento in ghiaccio; 5 vasche di lavaggio per il pesce destinato al consumo; 10 vasche per la conservazione; una ghiacciaia in grado di contenere circa un migliaio di quintali di ghiaccio; una fabbrica di ghiaccio. Inoltre locali per la cottura, isolamento e sterilizzazione per pesce in scatola; per la lavorazione a salagione; uno scatolificio, una fabbrica di reti e uno scalo di alaggio per il raddobbo delle navi.
Poiché per poter essere attivata la “Centrale Ittica” necessitava ancora di ulteriori predisposizioni e adeguamenti, il Comune, che non possedeva i mezzi finanziari per far fronte a tali esigenze, decise di affidarne la gestione ad una società esterna. Predispose pertanto una gara esplorativa tra due grandi gruppi finanziari, precisamente la Soc. O.D.C. SpA di Milano e la Soc. Genepesca SpA di Roma. La prima escluse da subito di poter aderire in qualsiasi misura al contratto predisposto dall’Amministrazione Comunale, mentre la seconda accettò il contratto predisposto dal Comune, sottoscrivendolo e apportando ad esso solo modifiche di poco conto.
Con delibera n. 159 del 19 aprile 1958 la Giunta deliberò di concedere in locazione alla Società Genepesca SpA il “Centro Ittico” di Gaeta per la durata di ventinove anni. Tra i punti principali dell’accordo: il completamento del “Centro” per la sua efficiente funzionalità; la corresponsione di un canone al Comune; l’obbligo di lavorazione di quei pesci, come le sardine, che rappresentavano una caratteristica della pesca locale; il potenziamento delle possibilità di lavoro per le categorie di marittimi, dei pescatori e delle loro famiglie, prevedendo l’obbligo per la società conduttrice di occupare maestranze nel centro, sia di occupare marittimi sulle navi iscritti nella Capitaneria di Porto di Gaeta; la garanzia di ogni assistenza sociale e sanitaria ai lavoratoti.
Il 14 maggio di quello stesso anno, il Comune cedette per ventinove anni alla Società “Genepesca S.p.A.” - Compagnia Generale Italiana della Grande Pesca - l’uso dei manufatti costruiti e con essa anche tutti i benefici derivanti al Comune dall’atto pluriennale stipulato con la Capitaneria di Porto, per la concessione al Comune di una superficie demaniale marittima di mq 7.353 di arenile alla scopo di costruirvi un piazzale con scogliera di protezione, un pontile di approdo ed uno scalo di alaggio.
L’area fu consegnata al Comune nel mese di maggio del 1958. La consegna dell’immobile avvenne a giugno del 1958, mentre la consegna degli impianti sul finire degli anni sessanta.
La cessione in gestione alla “Genepesca” del complesso e dei macchinari costituenti il “Centro Ittico” destò una certa impressione negli ambienti della pesca, cui fecero seguito critiche  e giudizi contrastanti sulla decisione presa dalla Amministrazione Comunale.
Ma la Soc. “Genepesca” disponeva di una lunga esperienza e capacità di espansione, destinata ad assicurare l’adempimento di importanti finalità sociali. La scarsa pescosità dei nostri mari imponeva di affrontare decisamente il problema della pesca oceanica. Da ciò la conseguenza di valorizzare il pesce fresco, dando al prodotto le più ampie garanzie di freschezza attraverso il congelamento che permettevano al pesce congelato di arrivare al consumo con caratteristiche paragonabili a quelle del più garantito pesce fresco.
Si risolse così non solo il problema della pesca, ma anche quello della distribuzione in quanto il pesce, pescato con mezzi adeguati alla pesca costiera ma anche con naviglio di grosso tonnellaggio per la pesca oceanica, munita di congelatori rapidi a bordo e di stive frigorifere, veniva congelato quasi istantaneamente ed inoltrato sul territorio nazionale attraverso una capillare catena del freddo, dotando gli empori di distribuzione di frigoriferi e di contenitori medi e piccoli.
Questo ciclo industriale veniva svolto in Italia, con ottimi risultati, solo dalla Soc. Genepesca, unica società che si rese disponibile a valorizzare le qualità lavorative meridionali e disposta a compiere investimenti approntando le più moderne navi da pesca, con un piano di costruzione collegato ad una costosa catena del freddo per la distribuzione del prodotto, e soprattutto, con l’obbligo di assunzione di mano d’opera locale e di prestazioni a favore di medi e piccoli pescatori. Unico del suo genere in Italia e nel mediterraneo, il “Centro Ittico” di Gaeta si presentò all’epoca come il più grande centro mediterraneo della grande pesca atlantica.

Il Vice Presidente dell’Associazione Culturale
“Monte Cristo”
Benedetto Di Nitto