Stalking: conoscerlo per difenderti PDF Stampa E-mail
  
Venerdì 01 Aprile 2011 00:00

Nel mese di Febbraio 2011 presso l’Albergo Miramare di Formia ad organizzazione ed iniziativa  del Lions Club di Formia si è tenuto un convengo sullo Stalking al quale hanno partecipato la prof.ssa Fiorenza Taricone docente delle Dottrine Politiche presso l’Università di Cassino e l’Avv. Anna Rita Lucchese del Foro di Latina membro consigliere del Club Lions.
L’affluenza è stata massiccia e la partecipazione al dibattito finale lusinghiera, l’argomento trattato è dei più sentiti del momento e la collettività si sente coinvolta nell’argomento; si è cercato di guardare al reato dal punto di vista delle donne e dopo un ampia esposizione della prof.ssa Taricone sulla condizione femminile negli anni e gli atti vessatori e persecutori subiti dalle donne da parte degli uomini si è passati alla illustrazione del termine stalking e del suo escursus giudiziario.
Con il termine “stalking” si intende un insieme di comportamenti tramite i quali una persona affligge un’altra con intrusioni e comunicazioni ripetute e indesiderate, a tal punto da provocargli ansia o paura.
Queste condotte indesiderate possono essere classificate in tre tipologie:
1. comunicazioni indesiderate,
2. contatti indesiderati,
3. comportamenti associati.
1) Le comunicazioni indesiderate di solito sono rivolte direttamente alla vittima di stalking, ma possono consistere anche in minacce o in contatti con la famiglia, gli amici o i colleghi della vittima stessa. Lettere e telefonate sono le forme più comuni di comunicazione, ma gli stalker ricorrono spesso anche a scritti non necessariamente inviati in modo diretto alla vittima, oppure utilizzano altri mezzi come invio di sms ed e-mail.
2) I contatti indesiderati comprendono i comportamenti dello stalker diretti ad avvicinare in qualche modo la vittima. Tra questi i più diffusi sono i pedinamenti, il presentarsi alla porta dell’abitazione o gli appostamenti sotto casa, recarsi negli stessi luoghi frequentati dalla vittima o svolgere le stesse attività.
3) Tra i comportamenti associati si colloca la cancellazione di beni e servizi a carico della vittima, al fine di danneggiarla o intimidirla. Tipiche condotte di questo tipo sono il far recapitare cibo o altri oggetti all’indirizzo della vittima anche a tarda notte, oppure la cancellazione di servizi quali l’elettricità o la carta di credito all’insaputa della vittima.
I contesti in cui si manifesta
Lo stalking può nascere come complicazione di una qualsiasi relazione interpersonale, è un modello comportamentale che identifica intrusioni costanti nella vita pubblica e privata di una o più persone.
I contesti in cui si manifesta:
nel 55% circa è nella relazione di coppia;
nel 25% circa è nel condominio;
nello 0,5% circa è nella famiglia (figli/fratelli/genitori);
nel 15% circa è nel posto di lavoro/scuola/università

Cosa differenzia lo stalking da un comportamento ‘normale’?
· Quando si cerca di stabilire una relazione con qualcuno, la maggior parte delle persone è in grado, dopo alcune risposte negative, di comprendere che l’altra persona non è interessata. Continuare a insistere ulteriormente può significare dare inizio a una condotta di stalking.
Chi è lo stalker? Perchè lo fa?
· Lo stalker può essere un ex-partner, un conoscente, come un collega o qualcuno conosciuto casualmente, oppure un completo estraneo.
· Nella maggior parte dei casi gli stalker sono ex-partner. In genere essi agiscono per recuperare il rapporto precedente o per vendicarsi per essere stati lasciati, oppure per entrambi i motivi. I partner gelosi o portati a controllare la propria partner sono più inclini a porre in essere condotte stalking, anche persone timide o con difficoltà relazionali.
I Tipi di stalker
1) Il primo tipo di stalker è un ex-partner respinto (risentito). La vittima e lo stalker hanno avuto in passato una relazione sentimentale che si e conclusa. I motivi del comportamento dello stalker sono riconducibili al desidero di riallacciare la relazione o al tentativo di vendicarsi per essere stati respinti.
2) Il secondo tipo è lo stalker in cerca di intimita (bisognoso di affetto) che indirizza i suoi sforzi nel tentativo di costruire una relazione con una persona che lo attrae o che egli ritiene sia innamorata di lui. Si tratta di stalker molto insistenti nei loro approcci con la vittima perche pensano che la vittima cederà se ci mettono abbastanza impegno.
3) Un altro tipo di stalker è il (corteggiatore inadeguato). Il comportamento è finalizzato al desiderio di instaurare una relazione sentimentale. Si tratta di persone incapaci di stabilire una relazione, che sono spesso anche incapaci di accettare un rifiuto. Sovente mettono in atto condotte di stalking nei confronti di piu vittime e cercano un nuovo bersaglio ogniqualvolta non hanno successo con quello precedente.
4) Lo stalker rancoroso (respinto) è motivato dal desiderio di vendicarsi e di creare paura e tensione nella vittima. Questi stalker percepiscono se stessi come vittime che devono difendersi contro presunti persecutori ed invariabilmente si sentono giustificati nel proprio comportamento;
5) Lo stalker (predatore) è quello che si prepara a un’aggressione sessuale nei confronti della vittima e mette in atto un’ampia gamma di comportamenti. Non fa che pensare ossessivamente alla vittima in termini sessuali, e diventa violento solo a distanza di tempo. Gli stalker di questa categoria sono rari ed appartengono al sesso maschile.
in Italia le condotte tipiche dello stalking configurano il reato di atti persecutori, la norma si individua nel Codice Penale all’art. 612 bis introdotto con il D.L. 23 Febbraio 2009 n. 11 (Decreto Maroni).
L’art. 612 al I comma recita: “ salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata de relazione affettiva ovvero dallo stringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.”
Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi.
AMMONIMENTO
Fino a quando non è proposta querela per il reato di stalking la persona offesa può esporre i fatti all’autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al questore di ammonimento nei confronti del molestatore.
Gli Organi di Polizia ritenendo fondata l’istanza possono ammonire oralmente lo stalker invitandolo a non riproporre atti persecutori, se tale soggetto ammonito continua nel suo comportamento si procede d’ufficio contro di lui e la pena è aggravata di 1/3.

Avv. Anna Rita Lucchese