La colonna della libertà PDF Stampa E-mail
  
Martedì 01 Marzo 2011 00:00

Il Lions Club di Formia, costituito nel 1960 come sede della prima associazione internazionale di servizio, in occasione dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, dopo la collaborazione alla Marcia dell’Unità nei trentadue comuni della Provincia di Latina, promuove ora un’iniziativa finalizzata alla consapevolezza dell’identità nazionale e di quella del territorio del Lazio meridionale, coinvolgendo l’Amministrazione Comunale di Formia: il restauro ed il ripristino del  monumento che la tradizione indicava come “Colonna della Libertà”. Verrà  collocata nella piazza Tommaso Testa, un tempo piazza della Darsena. situata lungo la via Appia nella sua variante litoranea medioevale: il tratto della strada antica è infatti ripercorso da via della Conca posta subito a monte.
Chiudeva la piazza sul lato orientale il palazzo Mattej, davanti al quale in una esedra sul mare era situata una fontana settecentesca, trasferita modificata nella piazza negli anni 1850 e nota come Fontana delle Cinque Cannelle. Dopo l’ultimo conflitto, la piazza venne ampliata con l’area del distrutto palazzo, mentre l’insenatura dell’antico porto colmata di macerie.
È noto che la colonna venne eretta dopo l’ingresso delle truppe napoleoniche del 1799, e della cui  realizzazione venne incaricato il mastro Giuseppe D’Auria. In realtà il simbolo popolare della Rivoluzione Francese era costituito da un albero o da un palo piantato nelle piazze più frequentate e scelte a luoghi di adunanza, come quella di S. Marco a Venezia o il Campo Vaccino a Roma, ornato di simboli del movimento quali il berretto frigio, coccarde tricolore e cartigli con motti, così come rappresentati in stampe d’epoca.
Di questa colonna granitica dorica su piedistallo in marmo bianco si hanno le raffigurazioni del barone Pasquale Mattej (Formia 1813 – Napoli 1879), proprietario del summenzionato palazzo, nelle quali appare protetta da quattro cippi paracarro e culminata da una croce su cupoletta allusiva al Monte Calvario. Tuttavia la complessità del monumento escluderebbe questa finalità religiosa peraltro in contrasto con la denominazione popolare che, però, sembra divergere dalle usanze rivoluzionarie.
In assenza di notizie dirette, si può ipotizzare che questo monumento abbia avuto una funzione onoraria durante il consolidamento politico repubblicano nel luogo e probabilmente in sostituzione dell’albero rivoluzionario. Tale fu la “Colonna della Pace” a Cremona, dedicata a Napoleone dalla Repubblica Cisalpina nel 1802, di simile e razionale ordine architettonico e sormontata dalla statua allegorica.
E’ quindi possibile che un analogo monumento fosse stato eretto dalla “Comune di Formia – Mola e Castellone” e che al ritorno del monarca spodestato, Ferdinando IV di Borbone, ora  rinominatosi Ferdinando I, venne modificato ponendo il simbolo della fede cristiana al posto di quello ateo, la probabile raffigurazione della Libertà, comunque con una finalità espiatoria risparmiando la colonna quale espressione del nuovo Comune autonomo da lui stesso ratificato il 25 gennaio 1820.
In seguito è perciò possibile che nei fermenti risorgimentali permanesse nel monumento il valore della libertà che si voleva riconquistare. Questo valore sembra confermato dal fatto che la croce nelle foto d’epoca come in questa pubblicata sia assente. Nel corso del secondo decennio del secolo scorso la colonna venne rimossa e da allora i pezzi sono rimasti a terra e più volte spostati, anche con lo scopo rimasto inattuato di ripristinare il monumento.
Da qualche anno il Lions Club di Formia, avendo recepito gli appelli per un ripristino di questa memoria storica, si è offerto ed impegnato per il suo restauro e ricollocazione.
Dopo varie e lunghe trattative con le passate amministrazioni, finalmente si è giunti all’autorizzazione tanto attesa, concomitante con il rifacimento in corso della piazza, ma anche al 150° dell’Unità d’Italia della quale la Colonna della Libertà è antesignana.
A questo proposito lo scorso 13 febbraio il Lions Club di Formia, insieme all’Amministrazione comunale di Formia, ha voluto commemorare, presso il Castello di Mola, la resa dei Borboni avutasi lo stesso giorno del 1861 con la firma della capitolazione in Villa Caposele, oggi proprietà Rubino in Formia, atto con il quale realmente si è raggiunta l’unificazione.
Giovedì 17 febbraio dunque, gli elementi superstiti conservati nel deposito comunale della Scuola Media Statale P. Mattej sono stati presi in consegna dal Lions Club e trasferiti presso l’officina della ditta Pellegrino Marmi di Formia, dove si eseguiranno i primi interventi di restauro e lo studio per le reintegrazioni delle forme essenziali del monumento, perciò escludendo una ricostruzione dei dettagli non sufficientemente documentati. Il monumento verrà quindi ricollocato prossimamente nel luogo esatto originario, questo sì documentato e che verrà verificato in fondazione durante i lavori di riadattamento della piazza.
Si darà così un senso compiuto a quest’opera che avrà come fulcro un ricordo tangibile del faticoso cammino di civiltà e presa di coscienza per la sua difesa.

Arch.Salvatore Ciccone