Allacciate le cinture... PDF Stampa E-mail
  
Martedì 01 Febbraio 2011 00:00

Va in strada la sicurezza


Accendete i motori: pronti, partenza, via! Si parte, ma con a fianco la sicurezza. E’ questo il nuovo obiettivo che la Fondazione Luigi Guccione Onlus ha posto al vertice del programma (presentato il 18 gennaio) per coinvolgere sia i cittadini sia le istituzioni, il quale prevede un Istituto di Ricerca e di studio che siano di aiuto, affinché sia presente tra le organizzazioni del territorio una campagna di sensibilizzazione alla prudenza in strada. Una campagna intrapresa a partire dal mese di maggio dello scorso anno quando, con ben 138 voti favorevoli, il Senato aveva approvato in un primo momento il disegno di legge, che comportava importanti modifiche per il nuovo Codice della Strada. Accanto alla sensibilizzazione portata avanti dalla fondazione, stanno prendendo sempre più piede i controlli effettuati dall’Euro NCAP, Programma europeo di valutazione dei nuovi modelli di automobili, per assicurare attivamente e passivamente la sicurezza dei mezzi tramite dei veri e propri protocolli di prova, i quali daranno il verdetto finale riguardo le vetture sotto forma del numero di stelle; più saranno le stelline che un auto si aggiudicherà, più vorrà dire che essa è sicura.
E’ un traguardo importante se si pensa che fino al mese di dicembre del 2010 nessuna associazione italiana faceva parte di tale organizzazione operante a livello europeo: è un altro piccolo passo, ma fondamentale, per l’aumento dell’attenzione riguardo la sicurezza stradale, proprio quando le morti sono volate vertiginosamente al più 11% tra i giovani e al più 32% di notte. I punti del Codice riguardano numerose novità: prima fra tutte vi è il possesso obbligatorio degli etilometri e l’affissione delle nuove tabelle alcolemiche per tutti i locali ed esercizi pubblici ed, inoltre, dalle tre di notte è vietato vendere bevande alcoliche, mentre negli Autogrill sulle autostrade gli orari sono maggiormente ristretti (il divieto è imposto dalle ventidue alle sei e dalle due alle sette). Inoltre chi ha conseguito la patente da meno di tre anni non può mettersi alla guida se ha bevuto alcolici; infatti il tasso di alcool nel sangue deve essere pari a 0.
Per quanto riguarda un’altra “piaga” tra i giovani, la droga, i test sono obbligatori per il rilascio della patente e per il rinnovo di quella professionale e si è costretti a sottoporsi a controlli senza la possibilità di rifiutare se si ritiene necessario. Per chi trasporta un bambino di altezza fino a un metro e mezzo su un motociclo non deve superare i 60 km/h e per i minori dai 5 ai 12 anni è necessario avere un apposito seggiolino nelle automobili le cui caratteristiche sono definite dal ministero dei Trasporti. Per gli amanti della bicicletta, ogni inflazione sarà multata ma non influirà sulla diminuzione dei punti sulla patente e per i ragazzi fino a quattordici anni è obbligatorio il casco.
La modifica dei motorini e minicar, le quali dovranno possedere le cinture, è punita in modo più aspro e sono soggetti alla multa, che può essere rateizzata da tutti coloro che dichiarano un reddito inferiore ai quindicimila euro, sia il meccanico sia il proprietario del mezzo. Un dato sorprendente è stato scoperto dall’analisi dei risultati della campagna di sensibilizzazione, “Divertiti Responsabilmente”,  intrapresa dall’ Aci e dalla Diageo, la quale ha rispecchiato un maggiore interessamento al tema da parte dei giovani, dimostrato attraverso la richiesta degli alcooltest nei locali e la conferma avuta grazie alle segnalazioni degli agenti che effettuano i controlli notturni, che, nell’arco di una sola sera, hanno attestato che ben oltre mille guidatori hanno scelto di non bere per mettersi alla guida. Ma non mancano di certo i pareri contrari, manifestati dall’ “Associazione vittime della strada” che denuncia le lacune della nuova legge, dato che ciò che è fondamentale non sono le restrizioni attuate ma la formazione del guidatore, che dovrebbe essere impregnata di senso di responsabilità. Nonostante questo, ciò che conta è che un primo passo verso la sicurezza sia stato intrapreso.
E’ chiaro che le istituzioni possono ben poco se tutti coloro che guidano lo fanno in modo irresponsabile, non curanti dei rischi nei quali possono incorrere. Sta ad ognuno passarsi una mano sulla coscienza, poiché, ed è necessario soffermarsi su questo aspetto, aumentando i limiti di velocità quando si guida, nei casi più estremi in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe, oppure nei casi più banali in modo spericolato e disattento, si può far male non solo a sé stessi ma anche agli altri. Perché arrivare ad aver paura di noi stessi? Basta essere responsabili e sicuri di ciò che si fa, mettendo sulla bilancia il valore di una “nottata folle” in un luogo di perdizione e quello della vita. Che vale di più? La domanda non ha bisogno di risposta.
Cristina Vellucci