Uno sguardo all’ “ambiente” : Non tutto è perduto! PDF Stampa E-mail
  
Mercoledì 01 Dicembre 2010 00:00

Incuria verso il crollo della casa dei gladiatori, la così definita “Schola Armaturarum Juventus Pompeiani”, a Pompei, e raggiungimento del taglio delle emissioni di anidride carbonica  del 20% entro il 2020. Quindi da una parte nell’ ambito del territorio, si fanno progressi, dall’ altra, invece,  la situazione va a rotoli. In sostanza? Un controsenso. Eh sì! Perché il Bel Paese sembrava averci abituati a tutto quando ecco che scatta l’ ennesima “figuraccia internazionale”. Primo ad indignarsi è stato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale ha affermato che la colpa primaria del gravissimo incidente verificatosi a Pompei è l’ incuria verso un patrimonio storico e culturale non indifferente. Ma non finisce qua. Come se non bastasse il nostro territorio ha dato prova che ci si può impegnare nella difesa delle opere d’ arte. Caso emblematico è il Tempio dedicato alla dea Venere a Roma, che dopo ventisei anni di restauri è stato riportato alla luce e riaperto al pubblico. Come un segno del destino, aiutato dallo stesso tempio che fin dal 283 d.C. ha dimostrato un attaccamento alla vita esemplare ( non lo hanno distrutto né il secondo incendio pi grave nella capitale dopo quello attribuito a Nerone, né il terremoto del IX secolo) tutto ciò dovrebbe far riflettere e rimboccare le maniche. Fortunatamente quello del tempio romano non è un caso isolato.
La capitale, nel corso dell’ ultimo mese, si è data un gran da fare nel campo della salvaguardia dell’ ambiente: per venerdì 12 novembre, non solo è stata indetta un’ ordinanza la quale ha previsto che tutti i musei comunali rimanessero aperti per l’ intera giornata e che si svolgesse un’ assemblea cittadina, ma sono stati anche distribuiti opuscoli e guide per far conoscere le bellezze del territorio.
E’ stato un progetto accolto da numerosi visitatori e che, come testimonia Piero Meogrossi, il direttore del Colosseo, simbolo monumentale della grandezza di Roma, è stato compiuto un piccolo passo che riflette la volontà del governo di mutare la situazione attuale. Senza contare poi che i vantaggi potrebbero essere numerosi. Primo fra tutti un’ ingente entrata economica. Perché si sa che se si vuole fare presa sulla gola degli italiani è necessario toccare il tasto “economy”. Coscienti di ciò diamo uno sguardo ai dati, analizzati dal Centro Studi del Touring Club Italiano: nei primi dieci mesi di quest’ anno le presenze a Pompei sono state 1 milione 920 mila, in confronto alle oltre 2 milioni durante tutto lo scorso anno. Fin qui tutto nella norma. E allora qual è il dato agghiacciante? Il fatto che i numerosi biglietti sono stati venduti solo perché a monte vi è stato l’ ormai noto disastro.
E che resta quindi da fare? Una parte scoraggiata direbbe, in risposta, che si è già fatto fin troppo sino ad ora, un’ altra parte fiduciosa nel futuro e nelle capacità italiane aggiungerebbe che, sì la situazione è al limite dei limiti, ma che qualcosa ancora si può fare e fino a quando ci sarà almeno un italiano che crede nella bellezza artistica del nostro territorio non tutto è perduto.