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Rotonde (non sul mare) salvavita?
Rotatorie toccasana per diminuire drasticamente i morti agli incroci? Non sempre. Almeno non in Italia. Perché i numeri degli incidenti, purtroppo, mostrano il contrario: negli ultimi quattro anni morti e feriti sono aumentati. Non basta togliere le intersezioni e i semafori e sostituirle con rotatorie “qualunque”: bisogna progettarle e localizzarle bene queste strutture stradali; altrimenti l’effetto salvavita non c’è. Secondo specifici e dotti studi internazionali, le rotonde, divenute negli ultimi anni uno dei segni distintivi del paesaggio urbano europeo riducono mediamente gli scontri tra il 50 e il 75%, con un radicale abbattimento di quelli mortali: oltre l’80% e fino all’azzeramento delle vittime. Le statistiche generali Istat per l’Italia, invece, mostrano un quadro opposto: negli ultimi cinque anni il numero di morti per 1000 vittime degli incidenti in rotatoria (tra 12,6 e 8,4) è del tutto analogo allo stesso parametro per gli altri tipi di incroci (tra 10,8 e 9,1). Anzi, per tre anni su cinque la gravità dei sinistri in rotatoria è stata leggermente superiore. Questo significa due cose: a) innanzitutto che a fronte di rotatorie efficaci, ne sono state costruite altre che non determinano alcun vantaggio per la sicurezza o, addirittura, presentano radici di rischio e gravità più elevati di quelli medi rilevati per altri incroci; b) poi, dato che queste rotonde poste agli incroci al posto dei semafori sono arrivare in Italia con venti anni di ritardo rispetto agli altri paesi europei, non è da sottovalutare il problema, tutto italiano, di “come comportarsi e cosa fare” davanti ad esse, tenuto conto che la rotonda incarna il “Principio di responsabilità” (l’automobilista si autogestisce), mentre il semaforo incarna il “Principio di autorità” (è lo Stato che dice che fare). La differenza, profonda e sostanziale, è paradigmatica sia del modus agendi italiano, sia di come vengono considerati gli Italiani da chi li amministra: sudditi cui dare ordini ed imporre gabelle, non cittadini a cui fornire regole giuste da rispettare spontaneamente. Nessuno sa quante rotatorie siano state realizzate negli ultimi 20 anni, dove e come. Sono state costruite dall’Anas e dalle aziende regionali, ma anche, in maniera sciagurata, dalle amministrazioni comunali, desiderose soltanto di giustificare, almeno in parte, il tanto denaro entrato nelle loro casse a seguito delle troppe contravvenzioni stradali inflitte agli automobilisti. Sono, invece, dettagliate le i formazioni sugli incidenti e le loro vittime catalogate per ogni tipo di struttura stradale: rettilineo, intersezioni, curva, strettoia, rotonda. Solo partendo dall’analisi di tali dati, si è potuto rilevare che, nonostante nel nostro paese molti incroci siano stati eliminati e sostituiti, questo non ha determinato benefici aggiuntivi. Solo le rotatorie progettate bene (non quelle di Formia e Santi Cosma e Damiano), messe nel posto giusto (non quelle di Formia e Santi Cosma e Damiano) e realizzate altrettanto bene (non quelle di Formia e Santi Cosma e Damiano), funzionano. Il resto è la solita musica... una rotonda sul mare, vedo gli amici ballare... ma...

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