Un 2008 all’insegna della prudenza e della parsimonia PDF Stampa E-mail
  
Martedì 01 Gennaio 2008 00:00
Anno nuovo, vita nuova... Troppo bello, troppo facile pensare che le nostre angoscie, le nostre paure, potessero di colpo rimanerci alle spalle nella sera del 31 dicembre. Purtroppo amaro è stato e sarà il risveglio. L’anno nuovo sarà ancora all’insegna dell’incertezza, delle difficoltà, della ristrettezza economica che non ci permette di guardare con ottimismo al futuro. Soprattutto nel bilancio familiare la prudenza e la parsimonia dovranno ispirare giornalmente le scelte di ognuno di noi.
Il mio pensiero và soprattutto ai mutui. Un indebitamento che può durare anche oltre i trent’anni, sè fatto in maniera scellerata, può provocare “danni” irreversibili. Come prima cosa è necessario puntare sul tasso fisso o quantomeno su di una rata costante. è fondamentale, comunque, non comprare a tutti i costi un immobile che è inarrivabile in base alle proprie potenzialità economiche. E su questo punto è opportuno fare un pò di chiarezza. L’insolvenza dei mutui, problema che si è accentuato nell’ultimo anno, non è legato all’andamento dei tassi d’interesse (5% - 6% stabile da circa 5 anni), bensì alla disinvoltura con cui le banche hanno concesso finanziamenti con rate che talvolta superano il 50% delle entrate di un nucleo familiare.
Su questo aspetto gli istituti di credito devono coscienziosamente non chiedere aiuti al governo, non pensare alle logiche concorrenziali, ma fare un passo indietro ritornando al passato quando venivano accordati mutui che non superavano il 30% delle entrate mensili. Ciò non significa che non bisogna più acquistare immobili e rinunciare al sogno nel cassetto di molti italiani. è invece necessario prendere coscienza che un acquisto “prudente” è pur sempre un ottimo acquisto nonchè un primo passo per aspettare tempi migliori e quindi individuare una soluzione più appropriata. 
Non bisogna dimenticare a riguardo che ci sono persone che hanno costruito la propria fortuna acquistando e rivendendo immobili. Su quest’ultima considerazione poi ci sarebbe molto da dire.
Le leggi approvate di recente tendono a non favorire questi interventi speculativi. I guadagni di chi specula, o meglio di chi investe un “capitale a rischio” sugli immobili, sono tassati a partire dal 20%. A me pare che il Governo si sia dimenticato che questo comparto muove quasi tutta l’economia nazionale. Una contrazione del mercato immobiliare avrebbe risvolti pesantissimi in tutti i settori. Speriamo che tutto ciò non accada e che 2008 i nostri politici si concentrino più a frenare la spesa pubblica (abbiamo il primato in negativo) che a tentare di smantellare un comparto vitale per il nostro Paese.
A Voi tutti cari lettori di Colpod’occhio Buon 2008.

Il Direttore  Angelo Soprano

Ultimo aggiornamento ( Martedì 10 Febbraio 2009 17:54 )