Il mutuo fondiario PDF Stampa E-mail
  
Lunedì 01 Dicembre 2008 00:00
leggeLa nozione di credito fondiario è trattata analiticamente nel Testo Unico Bancario che definisce il credito fondiario quella forma di finanziamento avente ad oggetto la concessione, da parte di banche, di finanziamenti a medio e lungo termine garantiti da ipoteca di primo grado su immobili.
In passato il credito fondiario poteva essere esercitato solo da alcuni istituti di credito autorizzati, oggi questa possibilità è stata estesa a tutte le banche.
La materia è disciplinata dal decreto Legislativo 1 settembre 1993, n. 385 "Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia".
Questa normativa, avente il compito di razionalizzare la materia, attraverso molteplici disposizioni, assicura alle banche eroganti un’ampia tutela per quanto concerne la soddisfazione del credito in caso di mancata restituzione del finanziamento.
A fronte delle ampie garanzie e quindi del più basso livello di rischio a cui le banche sono esposte, il mutuatario godrà di un prestito ad un tasso di interesse più basso e competitivo rispetto ad altre forme di finanziamento. Tra le peculiarità che caratterizzano la materia vogliamo porre l’accento sulle deroghe al procedimento esecutivo immobiliare dettate dall’art. 41 del Testo unico Bancario, ed in particolare sulla possibilità per il creditore di ottenere le somme vantate direttamente alla corresponsione del saldo prezzo di aggiudicazione.
Con il provvedimento che dispone la vendita o l'assegnazione, il Giudice dell'esecuzione prevede, indicando il termine, che l'aggiudicatario o l'assegnatario, che non intendano avvalersi della facoltà di subentrare nel contratto di mutuo, versino direttamente alla banca la parte del prezzo corrispondente al complessivo credito della stessa. 
L'aggiudicatario o l'assegnatario che non provvedano al versamento nel termine stabilito sono considerati inadempienti ai sensi dell'articolo 587 del codice di procedura civile. 
Ciò stà a significare che la banca potrà ottenere le somme vantate senza aspettare la fase di distribuzione del ricavato.
Pertanto, colui che si è aggiudicato un bene oggetto di esecuzione immobiliare non dovrà versare il saldo prezzo alla cancelleria del Tribunale o al professionista delegato, bensì, dopo esplicita richiesta, dovrà eseguire il versamento nelle mani del creditore procedente.
L’art. 41 al comma 5 prevede, inoltre, la possibilità che l'aggiudicatario o l'assegnatario possano subentrare, senza autorizzazione del giudice dell'esecuzione, nel contratto di finanziamento stipulato dal debitore espropriato, assumendosi gli obblighi relativi, purché entro quindici giorni dal decreto previsto dall'articolo 574 del codice di procedura civile ovvero dalla data dell'aggiudicazione o dell'assegnazione paghino alla banca le rate scadute, gli accessori e le spese. 

Avv. Michele de Cerbo
Ultimo aggiornamento ( Domenica 30 Novembre 2008 16:20 )