Non esistono più le famiglie di una volta PDF Stampa E-mail
  
Martedì 01 Aprile 2014 00:00

Sono in treno, diretto a Napoli dove parteciperó al Convegno Nazionale dei soci AMI (Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani). Titolo I valori di sempre nel mondo che cambia.
La brochure che mi è stata recapitata spiegava “il convegno tratterà dell’evoluzione della famiglia in un continuo mutamento, dove la stessa definizione di famiglia assume contorni labili e incerti, sia per i nuovi assetti che il diritto riconosce a diversi tipi di famiglia che per le modalità con cui il linguaggio definisce questo concetto”.
Ebbene, ora che il treno mi riporta verso Formia, oltre al ricordo della colazione con l’immancabile sfogliatella (frolla! ..da sempre la preferisco alla riccia) e al buffet (mica male…per un buffet), mi tornano alla mente alcune tematiche affrontate nel corso del convegno.
Qualche esempio.
Il diritto delle COPPIE OMOSESSUALI ad essere giuridicamente riconosciute. Per una volta si è parlato bene dei giudici (i più vituperati dagli italiani….dopo gli arbitri). Infatti, bisogna riconoscere che l’ elaborazione giurisprudenziale prova, con impegno crescente, a sopperire al vuoto che il legislatore ha volutamente e colpevolmente creato. Badate bene, mi riferisco al Legislatore Italiano, perché in Europa sono avanti anni luce.
I social network, che hanno cambiato la comunicazione tra le persone.
E le persone che recepiscono con più prontezza i cambiamenti, le novità, sono certamente I giovani.
E’ chiaro: tali sistemi tuttavia hanno però anche compromesso la comunicazione all’interno della famiglia.
In pratica esisti se sei sui social e parli (in maniera troppo essenziale…soggetto predicato e, forse, complemento. Stop.) solo attraverso tali strumenti. E ti trovi gli amici (che forse mai conoscerai di persona) solo sui social.
Ovviamente, a questo punto, il discorso è “caduto” sull’ uso legittimo (o meno) delle informazioni ricavate da internet e dalla posta elettronica, nell’ ambito del processo civile e penale  oppure sull’ attendibilità di immagini e dichiarazioni affidate alle pagine di Facebook o Twitter.
Il LINGUAGGIO e le INFORMAZIONI incidono direttamente sui fenomeni sociali e sul diritto.
Sono evidenti e dirompenti gli effetti che i media hanno su alcune dinamiche legate alla famiglia.
Hanno il potere di accendere degli enormi riflettori, che illuminano problematiche che, pur esistendo da sempre in ambito di convivenza familiare, non venivano considerate, perché non evidenziate, adeguatamente. Parliamo di cose veramente DETESTABILI tipo, la violenza sulle donne, le baby prostitute, la pedo-pornografia ecc. ecc.
In effetti, credo che oggi non vi siano cose più brutte di prima, come non vi siano giovani mediocri rispetto a quando erano giovani i nostri nonni o, senza andare troppo lontano, noi stessi.
E soprattutto, la famiglia non è un’ istituzione in crisi, è semplicemente cambiata. Perché la famiglia è composta da persone, che nel tempo sono cambiate, in quanto è mutato il ritmo (accelerato) e la qualità (apparentemente migliorata) della vita. Ciò ha determinato la possibilità di coltivare interessi diversi, un tempo preclusi, e non solo alle donne.
Insomma, la “famiglia del Mulino Bianco”, che prima era l’ unica possibile, ora è semplicemente una delle tante possibili. Certo, chi non riuscirà a farsene una ragione, continuerà a ripetere che non esistono più le famiglie di una volta.
Io preferisco pensarla come Durkheim (o forse era lui a pensarla come me? Bah…) che già nel 1988 si interrogava sui cambiamenti della famiglia e diceva: “Non esiste un modo di essere o di vivere che sia migliore per tutti… la famiglia di oggi non è né più né meno perfetta di quella di una volta: è diversa, perché diverse sono le circostanze”.


Un saluto
Avv. Clino Pompei
avv.difamiglia@gmail.com