I mutui e la decadenza del beneficio del termine PDF Stampa E-mail
  
Venerdì 01 Luglio 2011 00:00

Il mutuo è un prestito (generalmente di denaro), con il quale un soggetto (Banca) eroga una somma ad un terzo, detto mutuatario, con l’obbligo per quest’ultimo di restituirne capitale ed interessi in un dato periodo di tempo.

L’onerosità del contratto è data, appunto, dal pagamento degli interessi, che sono stabiliti in misura convenzionale: a tasso fisso (ossia predeterminato ed identico per tutte le rate fino alla scadenza) ovvero a tasso variabile (un tasso di invito basso per poi adattarsi a determinati indici nel corso del rapporto).

Dopo anni di incontrastato dominio di mutui rogitati a tasso variabile, oggi gli ultimi dati ci forniscono una chiara inversione di tendenza verso il mutuo a tasso fisso.

Ovviamente la banca assume l’impegno di “prestare” somme di danaro a fronte di idonee garanzie offerte dal richiedente o da terzi.

Queste sono date dalla capacità di reddito del mutuatario: la somma sarà proporzionata alla possibilità di restituzione della rata.

Ed inoltre, qualora il mutuo sia preordinato all’acquisto di un immobile la banca iscriverà un ipoteca sullo stesso (c.d. mutuo ipotecario). Al fine di determinare l’importo del prestito la banca farà eseguire una perizia sul bene e quindi commisurerà il prestito al valore dello stesso.

In genere il valore dell’importo erogato corrisponde ad un terzo del valore dell’immobile ipotecato.

Quanto al termine per la restituzione possiamo dire che varia dai dieci anni fino ad arrivare ai trenta/trentacinque. L’età del mutuatario è una circostanza che può far dilatare o diminuire i tempi di restituzione: il tempo di restituzione diminuisce all’aumentare dell’età del richiedente.

Veniamo, dunque, alla prassi adottata dalle banche in caso di mancata restituzione delle rate.

In caso di mancato versamento delle rate di mutuo la banca può richiedere la decadenza del beneficio del termine.

Può intimare, quindi, all’obbligato l’immediato versamento di tutto l’importo dovuto concernente il capitale, le rate scadute e le spese.

La richiesta avviene attraverso un atto di precetto che impone al mutuatario di restituire tutte le somme entro e non oltre dieci giorni dal ricevimento dell’atto.

In caso di mancato adempimento o mancato accordo, la banca sottoporrà a pignoramento l’immobile ipotecato ed avvierà, quindi, l’azione esecutiva di vendita immobiliare.

Questo è il momento opportuno per tentare un accordo con la banca con la quale si può addivenire ad un piano di rientro evitando così ulteriori spese, interessi di mora o addirittura la vendita coattiva del bene.

Dobbiamo ricordare che il Testo Unico sul mutuo fondiario pone divieto alle banche di richiedere l’immediata restituzione dell’intero debito in caso di rari e modesti ritardi nei versamenti.

Vi è, inoltre, il divieto di esercitare la predetta richiesta nel caso di rinvii fino a sei mesi.

Vale la pena rammentare che il Governo ha previsto la possibilità di sospensione nei pagamenti delle rate, in caso di particolari e comprovate ragioni, fino al 31 luglio: si auspica una proroga.