EQUITALIA: novità sulla dilazione ad esecuzione avviata PDF Stampa E-mail
  
Venerdì 01 Aprile 2011 00:00

Tra i creditori di una procedura esecutiva immobiliare spesso figura la Equitalia Gerit S.p.A. del gruppo Equitalia quale agente della Riscossione della provincia di Latina.
Equitalia è la società pubblica per il 51% e privata per il restante, incaricata della riscossione di tributi per conto dello Stato Italiano.
Quando un contribuente non corrisponde all’erario o altro ente, i tributi ed i relativi accessori, viene inserito negli elenchi dei debitori dell’erario.
Questa procedura avviene attraverso l’iscrizione a ruolo del debito, che di fatto, determina l’inizio dell’azione di recupero nei confronti del contribuente.
In pendenza di una procedura esecutiva immobiliare il creditore Equitalia spiega domanda di intervento per il recupero di somme iscritte a ruolo.
Noi sappiamo che il debitore può sempre evitare gli effetti dell’azione esecutiva adempiendo il proprio debito oltre le spese maturate, ma che cosa accade quando nella procedura esecutiva appare anche la società Equitalia?
Ovviamente bisogna pagare integralmente tutti i creditori i quali ottenute le somme depositeranno presso il Giudice dell’esecuzione l’atto di rinuncia.
Il rapporto con l’Agente di riscossione dei tributi merita un discorso a parte.
Bisogna considerare che il debito verso quest’ultima è spesso di notevole entità.
In questi casi il debitore può ottenere una dilazione del debito fino a sei anni (72 rate).
Con le modifiche introdotte alla Legge 602/1973 il legislatore ha accordato la possibilità di formulare le istanze di rateizzazione direttamente all’agente di riscossione e non più all’ente creditore: in tal modo sono abbreviati i tempi di esecuzione e di risposta.
In tali casi si può ottenere la dilazione “nelle ipotesi di temporanea situazione di obiettiva difficoltà”.
Nel caso prospettato non sarà difficile la prova dell’esistenza del requisito, stante la situazione in cui versa il soggetto esecutato che è di per sé una situazione di oggettiva difficoltà ad adempiere.
Ricordiamo alcune situazioni riconosciute ove possa ritenersi sussistente la difficoltà del contribuente: carenza temporanea di liquidità, cessazione del rapporto di lavoro, gravi malattie in famiglia, stato di crisi aziendale, eventi imprevedibili provocati da forza maggiore.
La legge di conversione del decreto “Milleproroghe” adottato dal Governo ha introdotto “tempi supplementari” per le dilazioni di pagamento concesse da Equitalia anche ad esecuzione avviata.
L’art 2 comma 20 della predetta Legge stabilisce: “Le dilazioni concesse, fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ai sensi dell'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, interessate dal mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, possono essere prorogate per un ulteriore periodo e fino a settantadue mesi a condizione che il debitore comprovi un temporaneo peggioramento della situazione di difficolta' posta a base della concessione della prima dilazione”.
Con tale norma il Governo sembra venire incontro cercando di sopperire alla profonda crisi in cui è assoggettato il nostro Paese tenendo presente che prima dell’entrata in vigore della citata norma il mancato pagamento di una sola rata portava automaticamente alla perdita del beneficio della rateizzazione, di conseguenza Equitalia poteva richiedere automaticamente la riscossione della somma residuale in un’unica soluzione.

Avv. Michele de Cerbo

 

 
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