Esecuzione immobiliare e decreto ingiuntivo non opposto PDF Stampa E-mail
  
Mercoledì 01 Dicembre 2010 00:00

Rispondiamo con il presente articolo ad una domanda di un lettore che merita a nostro avviso una attenta disamina.
Ci riferisce il malcapitato datore di lavoro l’aver subito una espropriazione immobiliare tutt’oggi pendente fondata su un decreto ingiuntivo per asserite spettanze lavorative (TFR, retribuzioni non versate ecc. ) purtroppo non opposto nel termine perentorio di cui all’art. 641 cpc, ovvero giorni 40 dall’avvenuta notifica del decreto ingiuntivo.
Il lettore sottolinea di non aver opposto il decreto ingiuntivo per negligenza ed inoltre preferendo, con tutta calma, instaurare ordinario giudizio dinanzi la Sezione lavoro al fine di contestare diversi aspetti relativi al rapporto lavorativo in questione. Ebbene, tale soluzione risulta senz’altro errata e ad oggi notevolmente pregiudizievole. Il decreto ingiuntivo non opposto, infatti, al pari di una sentenza di primo grado non appellata, passa in giudicato e diviene a tutti gli effetti un titolo esecutivo definitivo ed incontestabile relativamente a tutti i fatti dedotti e deducibili nel ricorso per decreto ingiuntivo medesimo.
Pertanto, la prova di aver già versato una parte di TFR, trattandosi di prova contraria senza dubbio deducibile a seguito di notificazione di decreto ingiuntivo che richieda le medesime somme, deve necessariamente darsi in sede di specifico ed autonomo mezzo di opposizione che il codice di rito prevede nel caso di specie. Trattandosi di somme richieste per decreto ingiuntivo, occorre necessariamente opporre nei termini ivi previsti il decreto ingiuntivo medesimo nei termini di legge.
E cosa accade nel caso di specie dato che una parte di crediti richiesti era già stata versata prima della notifica del decreto ingiuntivo medesimo?
Ebbene, la soluzione giuridica al caso risulta socialmente ed eticamente poco condivisibile.
L’avvenuto pagamento integra a tutti gli effetti di legge una eccezione di adempimento ( seppur parziale ). Essendo il pagamento avvenuto prima ( e non dopo ) la notifica del decreto ingiuntivo, purtroppo viene considerato fatto deducibile nel giudizio relativo al decreto ingiuntivo medesimo. Pertanto, in caso di mancata opposizione a decreto ingiuntivo e salvi i casi di revocazione e opposizione tardiva, il fatto deducibile e non dedotto rimane coperto da giudicato definitivo ed incontestabile. Pertanto, è come se il pagamento non fosse mai avvenuto e rimane, nostro malgrado, l’obbligo di versare nuovamente le somme in forza del decreto ingiuntivo non opposto.
Pertanto, versando il caso in analisi in fase di esecuzione immobiliare, si ritiene una opposizione ex art 615 2° c. assolutamente non proponibile ed infondata laddove vada ad eccepire motivi di merito relativi al decreto ingiuntivo non opposto.
Altresì da escludersi è l’instaurazione di un autonomo giudizio siccome vi è giurisprudenza oggi consolidata che eccepisce il divieto del ne bis in idem anche a casi come quello affrontato quest’oggi.
Unica possibile seppur improbabile risoluzione al caso è un accordo stragiudiziale (invocando il buon senso e la morale) che riconosca la situazione e concordi pertanto i rapporti patrimoniali. evitando l’espropriazione immobiliare.

 
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