Rilascio di immobile occupato dal debitore PDF Stampa E-mail
  
Venerdì 01 Ottobre 2010 00:00

Se avete ottenuto un titolo esecutivo di rilascio di immobile, (decreto di trasferimento convalida di sfratto, etc.), ma il debitore si rifiuta di rilasciare l’immobile libero da cose e persone come disposto dal Giudice, in tal caso occorre procedere alla cosiddetta esecuzione forzata in forma specifica.
Occorre, in altre parole, che il debitore venga materialmente costretto a rilasciare l’immobile.
A tal uopo il codice di procedura civile prevede strumenti processuali tipici, quali gli artt. 608 e ss c.p.c. mediante i quali, su istanza di parte, l’Ufficiale giudiziario, se necessario assistito dalle forze dell’ordine, pone in esecuzione quanto disposto dal Magistrato con il provvedimento esecutivo.
In particolare, la normativa de quo relativamente al rilascio di beni immobili, prevede, dopo aver notificato titolo esecutivo e precetto, la notifica all’esecutato di un “preavviso di rilascio” con il quale si comunica il giorno e l’ora in cui si procederà con l’esecuzione forzata.
Tale avviso di rilascio deve giungere a conoscenza nel termine di almeno 10 giorni dal giorno fissato per l’esecuzione.
Nel giorno e nell’ora stabiliti l’Ufficiale giudiziario si reca sul luogo dell’esecuzione munito del titolo esecutivo e del precetto già notificati in precedenza unitamente al preavviso di rilascio, dopodiché può fare utilizzo di poteri tipizzati dal codice di rito quali ad esempio aprire la porta dell’immobile con la forza, (si noti anche se vi sono ancora persone all’interno), allontanare persone che recano pregiudizio all’esecuzione e vincere con la forza la resistenza dell’esecutato o di altri familiari.
Una volta entrato all’interno dell’immobile, con o senza l’ausilio di forze dell’ordine, l’ufficiale giudiziario immette l’istante, ovvero persona da questi designata (solitamente lo stesso difensore di fiducia al quale vengono consegnate le chiavi di accesso) nel  materiale possesso dell’immobile.
Non accade di rado però che durante l’esecuzione, solitamente anche con l’ausilio di una forma di buonismo etico sociale da parte degli ufficiali giudiziari, si incontrano delle materiali difficoltà tali da non permettere, alla data prestabilita, un effettivo rilascio dell’immobile.
In tali casi, occorre specificare, la parte interessata chiede l’intervento del Giudice il quale adotta con decreto ogni misura temporanea necessaria ad eliminare l’ostacolo.
Tutte le singole operazioni compiute dall’ufficiale giudiziario, ivi comprese eventuali difficoltà nell’esecuzione, sono verbalizzate nel cosiddetto “processo verbale” nel quale vengono altresì annotate tutte le spese anticipate dall’istante.
Sulla base delle specifiche e dimostrate voci di spesa, sarà poi il giudice ad emettere congrua liquidazione delle stesse, considerati vari elementi quali numero di interventi, difficoltà incontrate, lungaggini processuali ecc. ecc.
Il verbale come sopra redatto costituisce titolo esecutivo al fine della condanna alla spese, tale per cui l’istante, una volta ottenuto il rilascio dell’immobile, potrà agevolmente recuperare ogni spesa legale occorsa mediante una ulteriore e distinta procedura di pignoramento ed esecuzione coattiva.
Si tratta pertanto di strumenti giuridici efficaci che permettono, quand’anche non vi fosse la collaborazione del debitore, di ottenere con la forza e senza ulteriori giudizi, quanto stabilito di diritto dal giudice adito, potendo altresì recuperare agevolmente le spese anticipate al legale di fiducia.
Avv. Michele de Cerbo