Conversione del pignoramento e disciplina speciale per gli enti riscossori -II parte- PDF Stampa E-mail
  
Mercoledì 01 Settembre 2010 00:00

Il mese scorso abbiamo introdotto un argomento di profonda attualità ossia l’Istituto della conversione del pignoramento che permette alla persona che subisce un esecuzione coattiva di trasferire il vincolo costituito dal pignoramento dal bene ad una somma di denaro  sufficiente a soddisfare l’intero ammontare del credito oltre interessi e spese occorse ed occorrende
Il nodo da sciogliere e se la descritta normativa sia in primis compatibile con la disciplina speciale prevista al DPR 602/73 in favore degli enti di riscossione quali ad esempio Equitalia Gerit Spa, disciplina che permette all’agente riscossore di provvedere direttamente all’esecuzione senza l’ausilio necessario di un magistrato.
Ebbene le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione, in Cass.  494/99, hanno risposto al quesito in senso positivo, ritenendo ammissibile la conversione del pignoramento anche in tale procedura semplificata.
Procedendo oltre, occorre analizzare in punto di diritto se la riforma operata dalla L. 80/2005 abbia o meno inciso sulla prevista compatibilità enunciata.
La risposta al quesito a parere dello scrivente deve essere fornita in senso positivo.
Nella normativa ante riforma infatti l’istanza di conversione doveva collocarsi tra l’avvenuto pignoramento ed il provvedimento di vendita o assegnazione, di talché tanto nel processo esecutivo codicistico, tanto in quello in via semplificata ex DPR 602/73 era possibile depositare in cancelleria l’istanza in un periodo temporale piuttosto ampio, fino a che non vi fosse stata dal giudice ovvero dall’agente riscossore l’effettiva vendita (ovvero aggiudicazione).
Nella normativa post riforma invece, avendo il legislatore compattato l’arco cronologico utile al fine di ottenere la conversione, si specifica che a parere dello scrivente il provvedimento de quo non può più utilmente ottenersi nella procedura semplificata Gerit Equitalia.
La nuova formulazione dell’art. 495 c.p.c. prevede infatti necessariamente un arco cronologico sussistente tra pignoramento e disposizione di vendita o assegnazione.
Se tale arco temporale è sussistente nell’ordinario processo esecutivo codicistico, ebbene non lo è nella procedura semplificata ex DPR 602/73.
L’agente riscossore infatti, relativamente al pignoramento di crediti presso terzi ex art. 72 bis DPR 602/73 notifica all’esecutato un atto di pignoramento di crediti contenente unitamente ordine al terzo di pagare il credito direttamente al concessionario. Tale provvedimento, si noti di carattere esecutorio, dispone congiuntamente  tanto il pignoramento, tanto l’assegnazione, rendendo pertanto l’arco cronologico temporale assolutamente nullo.
Parimenti, nella procedura di espropriazione immobiliare ex art. 76 DPR 602/73 si dispone al successivo art. 78 la possibilità per l’agente di riscossione di trascrivere un avviso di vendita contenente, oltre le caratteristiche individuative dell’immobile, anche (…) lettera d)  il giorno, l'ora e il luogo del primo, del secondo e del terzo incanto, con intervallo minimo di venti giorni; (…) lettera i) l'ammontare della cauzione ed il termine entro il quale deve essere prestata dagli offerenti.
Così facendo, analogamente a quanto esposto in precedenza, con l’avviso di vendita viene disposto unitamente tanto il pignoramento e tanto la vendita.
Si conclude pertanto ravvisando una incompatibilità ontologico temporale tra l’art. 495 c.p.c. e la disciplina semplificata di cui al DPR 602/73 in ragione dell’intervenuta modifica legislativa  che ha reso di fatto (e non propriamente di diritto) impossibile ed inammissibile un provvedimento tempestivo di conversione del pignoramento.