La patente a punti perde vigore PDF Stampa E-mail
  
Giovedì 01 Luglio 2010 00:00

2 punti a patente è stato il rischio maggiore per gli automobilisti.

Salutata con molto rigore, la misura della patente a punti, varata nell’ormai lontano 2003, ha perso per strada forza e smalto.

Neanche due punti a patente. E’ questo il rischio più grosso che gli automobilisti italiani hanno corso in sei anni e mezzo, dalla sua entrata in vigore.
Sono oltre 57,7 milioni i punti sottratti dalle patenti degli italiani dal 1° luglio 2003 al 31 dicembre 2009 secondo i dati forniti dal ministero  dei Trasporti. Se si considera che sono stati spalmati su 35.606.242 patenti attive, si può dire che a ogni patentato sono stati prelevati mediamente 1,642 punti in sei anni e mezzo. Ovvero appena 0,25 punti all’anno. Se si considera ancora, poi, che le penalità sono state detratte sulla base di 14.371.554 violazioni ne scaturisce un rapporto infrazioni/conducenti di 0,40 nei sei anni e mezzo (0,06 di media annui).

“Sono diversi i motivi che hanno contribuito al flop della patente a punti”, spiega l’Avv. Cappiello di Antigone Cittadini Liberi. “In primis, la sentenza della consulta che ha imposto l’accertamento del conducente.
Molti hanno preferito pagare per non perdere i punti. Insomma, è passato il concetto che, con i controlli affidati all’elettronica, perdere i punti, specialmente se ben consigliati a livello giuridico, è difficile: il 98% degli automobilisti ha ancora 26 punti sul documento (i 20 iniziali più i due acquisiti per ogni biennio di buona condotta)”.
Così come molti, in maniera smaccatamente furba, hanno affibbiato i punti persi a madri, padri, nonni e nonne, vecchie zie e parenti vari, tanto che non sono mancati casi limite con ultranovantenni multati (mediante notifica successiva naturalmente) per aver condotto potenti ciclomotori su una sola ruota o vetture sportive ad oltre 200Km/h. Baeta vecchiaia!!

Altro aspetto è la facilità con cui si riacquistano le penalità sottratte. “ I corsi – continua l’Avv. Cappiello – sono stati una farsa. Il mercato è crollato perché tutti hanno capito che non erano necessari: dopo due anni i punti si riacquistano automaticamente. Un altro aspetto è che in alcune zone d’Italia la comunicazione delle infrazioni dalle polizie locali all’amministrazione centrale è carente. Questo è evidente dalle statistiche che danno alcune città, in particolare al sud, più virtuose delle realtà del nord, dove ci sono più controlli e comunicazioni”.
In questi ultimi anni i conducenti che hanno ultimato il corso di recupero punti sono stati solo 230.946, cioè appena l’1,6% di quelli che li avevano in parte persi.

Sul versante delle violazioni, è il superamento dei limiti di velocità l’infrazione che ha maggiormente fatto pagare pegno, seguita dal mancato uso delle cinture di sicurezza, dall’attraversamento con il semaforo rosso e dall’uso del cellulare senza auricolare.

Per finire, come sempre ricordiamo che è possibile, per chiarimenti, spiegazioni o semplice curiosità, contattare direttamente Antigone Cittadini Liberi ai seguenti recapiti:
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Sede di Gaeta:    Tel. 329-0366346
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