|
La democrazia è il peggiore dei sistemi politici possibile, in quanto deve garantire a tutti la possibilità di farla cessare. Ne è prova la Repubblica di Weimar che incorona furor di popolo Hitler. Ne è prova l’ennesima legge ad personam (sono 34) del Sig. Berlusconi sul legittimo impedimento, cioè sulla certificazione (naturalmente incostituzionale) della disuguaglianza degli uomini di fronte alla legge. La democrazia, quindi, esiste solo per essere “svaporata” dal più forte che vuole il potere con ogni mezzo (“il potere è sulla bocca del fucile ….catodico”). La democrazia, però, è anche l’unico antidoto alla non-democrazia, purchè sia supportata da un popolo sano e consapevole di se stesso. La democrazia italiana attuale è una non-democrazia, in quanto è composta da un primo ministro tirannico, spietato, ricchissimo e concentrato esclusivamente su se stesso, e da un popolo ipocrita, prono e reverente ai voleri del capo per abitudine, interesse, paura ed “italica avversione” nei confronti dei propri simili. Mi vengono in mente, sul punto, le parole che disse al proprio figlio un mercante che aveva perso molti molti soldi: “tieni per te questa triste notizia”. “Padre” - replicò il figlio - “ti obbedirò, purchè tu mi spieghi per quale motivo dobbiamo tacere la nostra sventura”. “Affinché non ce ne siano due: la perdita del denaro e la gioia maligna dei vicini”. Questo è adesso (ma anche prima) il popolo italico.
Homo Homini Lupus.
L’uomo è lupo per l’uomo. In quella che Dante chiamò “l’aiuola che ci fa tanto feroci” cominciò Caino, con l’uccidere Abele. Mentre la storia di Roma esordisce con un fratricidio: Romolo che ammazza Remo. La teoria dell’homo homini lupus, anticipata da Plauto (lupus est homo homini, non homo) è alla base della concezione, pessimistica e materialistica, che il filosofo Thomas Hobbes ha della società umana. Per il filosofo inglese, infatti, l’individuo agisce esclusivamente secondo le leggi dell’egoismo utilitario, che sono l’istinto di conservazione e l’istinto di sopraffazione. Per evitare il “bellum omnium contra omnes”, la guerra di tutti contro tutti, che sarebbe lo stato naturale dell’umanità (italiana in particolare), si è costituito un patto sociale, la società politica, in una parola lo Stato (inteso come apparato monopolizzatore della forza), prodotto artificiale suggerito dal calcolo, dalla necessità. Al vertice dello Stato, il potere assoluto del sovrano, senza limiti e senza controlli. Nello Stato, come nella natura, la forza crea il diritto. E’ l’autorità, non la verità, la madre delle leggi. Orbene, ma che cosa rispondono a questa cupa filosofia hobbesiana (che tanto si adatta alla mentalità attuale dell’Italia di oggi), gli ottimisti? Tutto vero. Però non c’è uomo così cattivo, così “lupus”, da non essere capace, almeno una volta nella sua vita, d’una azione buona. Anche una pozzanghera riflette la luce del sole. Aspettiamo, quindi, stanchi e disincantati, la prima buona azione del lupus di Arcore. La pensione.

|