Riduzione del pignoramento PDF Stampa E-mail
  
Giovedì 01 Aprile 2010 00:00

Accade quotidianamente l’accesso dei cittadini alle aule dei tribunali al fine di recuperare crediti vantati da anni ovvero al fine di  vedersi riconoscere un diritto al risarcimento del danno o quant’altro.
Una fase processuale di particolare rilievo, specie a fronte di un ingiustificato rifiuto del debitore di adempiere la propria obbligazione, risulta l’esecuzione forzata ed in particolare l’atto di pignoramento, attraverso il quale l’ufficiale giudiziario pone un vincolo di indisponibilità sui beni aggrediti, vincolo finalizzato alla vendita coattiva del bene ed alla distribuzione delle somme da essa ricavate.
Ma cosa accade se il bene che l’ufficiale giudiziario va a pignorare è di gran lunga superiore rispetto all’importo esecutato? Vi sono dei mezzi di tutela del proprietario esecutato al fine di non vedersi pignorato ad esempio un appartamento per importi nell’ordine delle centinaia di euro?
Il codice di procedura civile ci fornisce una prima risposta al quesito.
L’art. 496 cpc prevede l’Istituto della “ Riduzione del pignoramento”, strumento attraverso il quale il debitore esecutato può ottenere un adeguamento dell’importo pignorato nel caso in cui esso ecceda il credito per cui si agisce e le relative spese.
La valutazione circa la sproporzione tra il credito e il pignoramento va condotta con riferimento al valore dei beni attribuito dall’ufficiale giudiziario ( nell’espropriazione mobiliare ) ovvero dalla perizia di stima redatta da un esperto nominato dal Giudice dell’esecuzione, ipotesi valida nell’espropriazione immobiliare.
La declaratoria di riduzione del pignoramento può essere richiesta al Giudice dell’esecuzione su istanza di parte, ovvero può essere disposta d’ufficio quando venga ravvisata la manifesta sproporzione.
Il provvedimento mira chiaramente ad evitare abusi e danni al debitore nell’uso del procedimento di esecuzione forzata, il quale debitore pertanto ha un valido strumento di difesa e di tutela da procedure eccessivamente lesive o pregiudizievoli.
Si noti come il provvedimento di riduzione ex art. 496 cpc, disposto con ordinanza impugnabile ex art. 617 cpc,  può essere emanato dal Giudice anche al fine della liberazione dal vincolo di disponibilità di uno o più beni o di uno o più crediti, nel caso in cui chiaramente l’ufficiale giudiziario abbia pignorato piu beni e dal cui valore sommato si evince un eccesso rispetto al credito per cui si procede.
Il presente Istituto giuridico rappresenta solo uno degli strumenti di tutela posti a favore dei debitori esecutati i quali spesso ignari e non consapevoli delle proprie potenziali difese, possono subire abusi da parte di creditori senza scrupoli.
Si coglie l’occasione per rinviare alle prossime edizioni mensili per l’approfondimento di ulteriori e poco conosciuti strumenti atti a garantire il debitore da azioni illegittime o sproporzionate poste in essere nei suoi confronti.

Avv. Michele de Cerbo