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“Fondare biblioteche” - scriveva Marguerite Yourcenar – “è un po' come costruire ancora granai pubblici: ammassare riserve contro l'inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire”. Entrare in una biblioteca, aprire un libro, leggerne qualche riga è un esercizio salutare, che spesso riconcilia con se stessi e con la vita. Se il libro che casualmente ci capita di sfogliare è poi uno scritto del 1945 di Elsa Morante, ci si riconcilia anche con la storia, con la filosofia e con tutto quanto ci accade intorno nel crepuscolo, finalmente, dell’ultimo ventennio politico-sociale italiano. La Morante parla di Mussolini, ma sembra tracciare, con inusitata arguzia prognostica, il ritratto futuro di un altro uomo politico di bassa statura del nostro tempo. Ogni illazione è ammessa, trattandosi solo di ….. coincidenze! “Il capo del governo si è macchiato ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo ha tollerato e addirittura applaudito questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si è resa naturalmente conto delle sue attività criminali, ma ha preferito dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente a causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare." I granai dello spirito sono pieni di sorprese.

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