Garanzie Del Creditore Ipotecario PDF Stampa E-mail
  
Lunedì 01 Febbraio 2010 00:00

Colui che vanta un diritto di credito nei confronti di un soggetto, debitore, può, nel caso concreto, non riuscire ad ottenere quanto preteso.    
I pericoli per i creditori sono: 1. il concorso di molti soggetti che vantano diritti sui beni del debitore. 2. il comportamento e gli atti posti in essere dal debitore volti a sottrarre i propri beni all’eventuale aggressione dei creditori.
Contro questi pericoli il nostro ordinamento riconosce due diritti reali di garanzia quali il pegno e l’ipoteca.
Il pegno si costituisce sopra beni mobili mentre l’ipoteca sopra beni immobili.
Ovviamente per accendervi ipoteca il bene deve trovarsi nel patrimonio del soggetto contro il quale si iscrive.
L’art. 2808 c.c. recita che: “l’ipoteca attribuisce al creditore il diritto espropriare, anche in confronto del terzo acquirente, i beni vincolati a garanzia del suo credito e di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato dall’espropriazione. L’ipoteca può avere per oggetto beni del debitore o di un terzo e si costituisce mediante iscrizione nei registri immobiliari. L’ipoteca può essere legale, giudiziale o volontaria”.
Quindi, l’art 2808 c.c. attribuisce al creditore ipotecario il diritto di espropriazione ed il diritto di prelazione.
Il diritto di espropriare i beni del debitore spetta ad ogni creditore; l’ipoteca assicura la realizzazione di questo diritto di fronte a possibili alienazioni di un dato bene.
Ossia il bene sul quale è iscritta un ipoteca può essere trasferito (venduto, donato etc.) ma il creditore può aggredirlo presso qualunque terzo acquirente (diritto di seguito dell’ipoteca).
Il diritto di prelazione assicura, invece, il potere di essere preferito a terzi creditori (senza garanzia o con un ipoteca iscritta successivamente) nella distribuzione della somma ricavata dalla vendita coattiva dell’immobile ipotecato.
Di converso il datore di ipoteca mantiene il potere di godimento e di disposizione della cosa (a differenza del pegno che determina lo spossessamento della cosa mobile).
L’ipoteca si può iscrivere anche su di una quota di un bene indiviso. In tal caso produrrà effetti solo su quella quota.
Sul punto, però, abbiamo già chiarito il concetto di divisione e di vendita coattiva di una quota. Ritornando Si ricorda che, anche in tali casi, può essere conveniente per il creditore aggredire anche solo una quota semprechè l’immobile sia commerciabile.
Nonostante l’iscrizione ipotecaria abbia dei costi importanti a volte è l’unico mezzo per salvaguardare i diritti di un creditore.
Quando il credito è di rilevante entità e quando si ha pericolo che il soggetto abbia altre posizioni debitorie o possa sottrarre i beni immobili di cui è proprietario alla garanzia dei creditori è sempre consigliabile procedere ad una iscrizione ipotecaria.
Avv. Michele de Cerbo