L’aumento dei pignoramenti immobiliari PDF Stampa E-mail
  
Lunedì 01 Settembre 2008 00:00
Destano molte preoccupazioni i dati pubblicati in questi giorni sul considerevole aumento dei procedimenti immobiliari a carico di proprietari di immobili ipotecati a garanzia di un mutuo.
I potenti istituti bancari concedono denaro in cambio di esplicite ed ampie garanzie che vengono richieste al mutuatario in cambio di un mutuo concesso a caro prezzo.
Il denaro viene erogato dalle banche in cambio della esibizione di un reddito sufficiente a poter attendere alla rata richiesta ed alla concessione dell’ipoteca sul bene oggetto di compravendita (o su altro bene di proprietà). La banca può richiedere anche altre garanzie quali la fideiussione di un terzo (soggetto che garantisce in proprio per debiti altrui) o la concessione dell’ipoteca da parte di un terzo (cosiddetto terzo datore di ipoteca).
Bisogna precisare che il valore del bene ipotecato è di gran lunga superiore alla somma ottenuta (fino a tre volte).
Quindi, gli istituti mutuanti non hanno alcun rischio in caso di insolvenza del debitore, potendo contare su tassi di mora molto elevati e velocità  di recupero del credito.
Infatti, le banche, a differenza di quanto accadeva in passato, non esitano a promuovere con estrema celerità le azioni esecutive a carico di color che risultano insolventi.
Il mancato versamento anche di una sola rata di mutuo, pone in allarme gli istituti di credito che, immediatamente, azionano le procedure di messa in mora che trovano culmine nel procedimento giudiziario volto al pignoramento del bene ipotecato e la conseguente vendita coattiva dello stesso.
La corsa sfrenata all’acquisto di case avutasi in questi ultimi tempi ha spinto le famiglie a contrarre mutui i cui tassi sono spesso collegati all’andamento del mercato (mutui cosiddetti a tasso variabile).
Il conseguente e repentino rialzo del costo del denaro ha ingenerato il progressivo aumento delle rate dei prestiti.
Lo scenario che oggi si affaccia vede famiglie sempre più indebitate ed incapaci di attendere ai costi crescenti della vita e, pertanto, di continuare ad adempiere i rigidi impegni contrattuali assunti con le banche.
Come più volte evidenziato, le riforme procedurali hanno, nel frattempo, velocizzato i tempi di recupero dei crediti e sono state incentrate nel favorire i creditori a tutto danno dei mutuatari morosi.
Il sistema attuale, infatti, riduce le possibilità per il debitore di evitare la vendita coattiva del bene pignorato durante il processo esecutivo.
Molti istituti giuridici quali: la conversione del pignoramento, la vendita senza incanto, la vendita dei beni indivisi, la delega della vendita a professionisti ausiliari al Giudice dell’esecuzione, hanno favorito le ragioni creditorie in danno di coloro che subiscono un pignoramento immobiliare.
Ad aggravare ulteriormente la situazione vi è lo studio promosso dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) che ha previsto per i prossimi anni, un aumento esponenziale delle procedure esecutive immobiliari.
Avv. Michele de Cerbo