Pignoramento e vendita di beni mobili –parte II- PDF Stampa E-mail
  
Lunedì 01 Giugno 2009 00:00

Il mese scorso è stato affrontato il tema del pignoramento di beni mobili quale procedimento di esecuzione alternativo al pignoramento immobiliare.
Abbiamo già detto che i vantaggi di siffatto procedimento sono da rinvenirsi nel minore costo della procedura esecutiva e, generalmente, nella maggiore celerità del procedimento.

Si ricorre a questo procedimento di recupero del credito quando le somme vantate non siano di importo consistente e quando tra i beni del debitore non risultino immobili ad esso intestati.
La verifica sui beni immobili in proprietà del debitore si può fare attraverso una visura presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari. Una visura ipotecaria serve ad estrarre dagli archivi della Conservatoria scelta, un elenco di trascrizioni, iscrizioni e annotazioni, riguardanti un dato immobile o un dato soggetto. Dalla lettura delle informazioni contenute in tali atti è possibile risalire al reale proprietario di un dato immobile, o al patrimonio immobiliare di un dato soggetto. E’ inoltre possibile sapere se un immobile è stato oggetto di iscrizioni ipotecarie volontarie o legali, e se queste sono ancora accese. Quindi, una volta eseguito il pignoramento su determinati beni mobili scelti dall’Ufficiale Giudiziario competente, il debitore, nominato custode degli stessi, non può in alcun modo disporne in quanto con il pignoramento nasce un vincolo giuridico sui beni del debitore esecutato, il quale non può sottrarre, distruggere o deteriorare detti beni.
V’è da dire, invero, che il debitore può anche tenere presso di se i beni ed utilizzarli, nel rispetto dei suddetti principi e con il limite di conservarne il valore e l’utilità per la soddisfazione del credito vantato dal creditore procedente e dagli altri creditori intervenuti.
Abbiamo accennato che qualora i beni eccedano i crediti e le spese di procedura il debitore può tutelarsi richiedendo una riduzione del pignoramento sui beni necessari alla soddisfazione dei creditori.
La richiesta deve essere formulata direttamente dal debitore al Giudice dell’esecuzione il quale, con ordinanza, valutata la fondatezza della richiesta, può disporne la riduzione. Il debitore può evitare il pignoramento anche durante la procedura esecutiva, adempiendo nelle mani dell’Ufficiale Giudiziario la somma richiesta.
Dopo il pignoramento si può ancora evitare la vendita all’asta, offrendo una percentuale del credito e precisamente la percentuale di 1/5 del totale dei crediti (l’argomento verrà trattato in un altro articolo).
Il pignoramento ha una validità temporale. Ovverosia al creditore è imposto, a pena di decadenza, l’onere di richiedere la vendita o l’assegnazione entro 90 giorni dalla data dell’avvenuto pignoramento.
Decorso tale termine il pignoramento diviene inefficace e il creditore procedente sarà costretto ad iniziare un’altra procedura esecutiva per la soddisfazione del proprio credito.
Avv. Michele de Cerbo

 


 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 18 Giugno 2009 09:58 )