Pignoramento e vendita di beni immobili PDF Stampa E-mail
  
Venerdì 01 Maggio 2009 00:00

Questo mese affrontiamo il tema delle vendite mobiliari a cui spesso i creditori si affidano in alternativa ad un pignoramento immobiliare. La scelta di questo procedimento si rivela utile quando le somme del creditore non siano tali da richiedere la soddisfazione a seguito della vendita di un bene immobile di proprietà del debitore esecutato.

Inoltre, tale sistema implica meno costi per il creditore e normalmente un giudizio di esecuzione più celere. Decorso inutilmente il termine concesso al debitore nell’atto di precetto interviene l’Ufficiale Giudiziario per il conseguente pignoramento dei beni mobili del debitore. L’Ufficiale Giudiziario, quindi, esegue materialmente un accesso nella residenza o nel domicilio del debitore al fine di verificare l’esistenza di beni mobili che ritiene di più facile e pronta liquidazione nel limite di un presumibile valore di realizzo pari all’importo del credito precettato aumentato della metà. La norma prevede, inoltre, che l’Ufficiale Giudiziario debba preferire il denaro contante, gli oggetti preziosi e i titoli di credito e ogni altro bene che appaia di sicura realizzazione. La legge, tuttavia, pone dei limiti al pignoramento di alcuni beni quali ad esempio: l’anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli per i pasti con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe e fornelli di cucina oltre ai commestibili le cose sacre ed altri beni che in questa sede sarebbe troppo lungo elencare. L’Ufficiale giudiziario, recatosi presso il debitore dopo aver individuato i beni da pignorare, rivolge personalmente a quest’ultimo l’ingiunzione di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito i beni e i crediti che si assoggettano all’espropriazione ed i frutti di essi. Se durante l’accesso il debitore dovesse essere assente l’U.G. può rivolgere l’ingiunzione ad una persona di famiglia o addetta alla casa, all’ufficio, o all’azienda purchè non minore di anni 14 o non palesemente incapace. In caso di mancata individuazione di beni da pignorare il pubblico ufficiale ha la capacità di attingere informazioni sul debitore avendo finanche la possibilità di chiedere ai soggetti gestori dell’anagrafe tributaria e di altre banche dati pubbliche di indicare i beni o crediti appartenenti al debitore da sottoporre ad esecuzione. Concluse le operazioni di pignoramento generalmente l’U.G. provvede a disporre la conservazione dei beni presso l’immobile in cui si trovano. Mentre nel caso di pignoramento di beni di particolare valore, l’U.G. provvede a consegnarli al cancelliere del Tribunale. Se la natura dei beni renda necessario, o comunque opportuno, toglierli dalla disponibilità del debitore, l’U.G. provvede a trasportarli presso un luogo di deposito oppure ad affidarli ad un custode. Può accadere, in taluni “rari” casi, che il valore dei beni sottoposti a pignoramento siaeccedente l’importo dei crediti e delle spese di esecuzione. Il debitore può tutelarsi rivolgendo un’istanza al Giudice dell’esecuzione volta ad ottenere una riduzione del pignoramento.
- segue sul prossimo numero -
Avv. Michele de Cerbo

 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 04 Agosto 2009 12:27 )
 
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